Viaggio in Puglia con bambini

“I vicoli della Puglia.
Lenti ma pieni di vita. Silenziosi, ma non muti.
Il tempo che si ferma un attimo per farti passare.
Il bianco, che torna a farsi vedere com’è.” – Fabrizio Caramagna

PUGLIA TRA RELAX E CULTURA

Ed eccoci di nuovo qua! E’ passato più di un anno dal nostro ultimo viaggio, ma siamo tornati in pista. E per di più con una nuova piccola compagna di viaggio: nostra figlia Emma!

Essendo la prima volta che viaggiavamo con bambini, abbiamo optato per una meta in Italia. Inoltre abbiamo cercato un villaggio vacanze che potesse fornirci tutto quello di cui avevamo bisogno, preparazione pappe, lettino e vari comfort. Siamo stati ospiti per 2 settimane del villaggio BRAVO ALIMINI e dobbiamo ammettere che ha soddisfatto pienamente le nostre aspettative. Personale e staff gentilissimo e molto ma molto organizzati per i bambini, anche per quelli più piccini come la nostra.

Ma passiamo al nostro viaggio in Puglia con bambini, perchè è vero che ci siamo rilassati in spiaggia e a bordo piscina. Ma abbiamo anche visitato qualche città durante il nostro soggiorno. Quindi ecco qua le tappe del nostro piccolo itinerario tra relax e cultura.

ALBEROBELLO

Abbiamo trascorso ad Alberobello un solo giorno e possiamo dire che è stato uno dei più magici vissuti in Puglia. Ci siamo fatti trasportare dalla sua magia, camminando per i suoi vicoli e lasciandoci affascinare dalla meraviglia che solo Alberobello sa regalare.
Non possiamo consigliarvi un itinerario perché un itinerario non c’è: perdetevi fra i trulli, camminate con il naso all’insù godendovi ogni pezzettino di questo posto unico al mondo.

Iniziate dal Rione Monti, il più turistico. Perdetevi fra la gente, visitate i negozietti di souvenir, ammirate i trulli dall’alto dalla Terrazza Belvedere e per raggiungerla salite la scalinata di marmo, famosa per le sue frasi romantiche dipinte sui gradini.

Concedetevi poi una visita al Rione Aia Piccola, il rione più autentico, quello in cui è racchiusa la vera storia di Alberobello: un villaggio di contadini del XIV secolo, diventato Patrimonio dell’Umanità riconosciuto dall’Unesco nel 1996.

Andate alla ricerca del Trullo Sovrano. E’ il trullo più grande della città, l’unico costruito su due livelli. Oggi è una casa museo con ingresso a pagamento. Noi purtroppo non siamo riusciti a visitarlo.

Meritano una visita anche i Trulli Siamesi, soprattutto per la storia che li accompagna.
Si tratta di due trulli, collegati da un unico tetto, ma con ingressi che aprono su due strade diverse. All’inizio erano un unico trullo, ma la leggenda narra che furono separati a causa di una lite tra due fratelli, innamorati della stessa donna. La ragazza aveva promesso di sposare il primogenito, ma alla fine si innamorò del fratello minore. E i due amanti, una volta scoperti, divisero il trullo in due e aprirono una porta sul retro.

OTRANTO

Il porto

Una volta a Otranto, vi consigliamo di scendere al porto per trovare parcheggio. Una scaletta vicino al fossato, sulle mura, vi condurrà dritto al centro storico.

Il porto di Otranto, che è una piccola insenatura, è costituito dal molo di San Nicola a tre bracci e diversi pontili. E’ attrezzato per offrire i servizi di cui i naviganti hanno bisogno, ed ospita diverse attività di noleggio barche. Certo, non si tratta del porto di Montecarlo, ma capita spesso di vedere attraccati bellissimi yacht!

Per godere del porto potrete fare una bella passeggiata e osservarlo da vicino, oppure ammirarlo dall’alto della città vecchia e fare degli scatti bellissimi, come abbiamo fatto noi!

Mura e bastioni

Abbiamo poi proseguito verso il fossato (recentemente sistemato e riaperto) che circonda la cinta muraria. Da qui, salendo la scaletta in legno che porta al centro storico, giungiamo in uno spazio aperto che in passato era una cappella: si possono ancora apprezzare alcuni particolari architettonici tra i quali un altare e diversi fregi.

A pochi metri troviamo il bastione dei Pelasgi, la cui sommità è accessibile da una rampa un po’ ripida, un punto privilegiato da cui ammirare i vicoletti di Otranto e il suo porto prima di iniziare il tour in centro.

Numerosi sono i locali Idruntini, ma quelli che si trovano in questo punto panoramico sono i più belli. Otranto non è solo movida, ma anche storia: le mura che circondano il borgo sono ben conservate e portano i segni della storia, specialmente quella che riguarda la presa della città nel 1480 da parte dei turchi. A tal proposito non perdetevi la visita alla Torre Matta che, inglobata all’interno del bastione Pelasgi per scopi rafforzativi, è stata oggetto di una paziente opera di ristrutturazione.

Centro storico e Cattedrale

Dalla porta di accesso vicino alla Torre Matta, entriamo nell’affascinante centro storico di Otranto.

Il centro storico è davvero affascinante. E’ costituito da un dedalo di viuzze strette e tortuose, ricche di negozietti tipici e ristorantini, che portano su punti panoramici sul mare. Vi suggeriamo solo di perdervi tra queste vie, scattare tante foto e godervi la vista.

Da non perdere il Monumento ai Martiri di Otranto di Antonio Bortone, il Bastione dei Pelasgi e la Basilica di San Pietro.

E ancora la Chiesa di Santa Maria dei Martiri in stile barocco leccese al cui interno si trovano preziose tele, l’altare di San Francesco di Paola e quello di Sant’Antonio, l’icona della Santa e lastre di marmo con i nomi di martiri della fede.

E, ovviamente, la sua maestosa Cattedrale dedicata a Santa Maria Annunziata che si erge sul punto più alto. Si tratta di una delle basiliche più antiche della Puglia e la facciata esterna è un mix di stili bizantino, paleocristiano e romanico.

Dentro la basilica potrete osservare un mosaico pavimentale realizzato dal monaco Pantaleone che raffigura l’albero della vita. Mentre, in una cappella laterale, sono conservate le ossa dei santi martiri di Otranto, ottocento giovani maschi decapitati dalle scimitarre turche a seguito della presa di Otranto perché rifiutarono la conversione. Per questo motivo, Otranto è chiamata la Città dei Martiri.

Il Castello Aragonese

A pochi metri dalla cattedrale sorge il Castello di Otranto… da vedere assolutamente!

Il castello aragonese è circondato da imponenti fossati recentemente riaperti, luogo di manifestazioni culturali e di spettacolo. Nel cortile del castello sono visibili le bombarde che equipaggiavano le navi turche durante lo storico assedio.

Il castello fu ricostruito da Alfonso d’Aragona duca di Calabria dopo il Sacco di Otranto e, quando alla fine del secolo la città fu data in pegno ai veneziani, la struttura fu potenziata ulteriormente con l’aggiunta di artiglierie e bombarde. Il torrione e parte delle mura è ciò che rimane della fase aragonese, mentre l’aspetto attuale si deve ai Viceré spagnoli che ne fecero un capolavoro di architettura militare (facendo inserire, tra le altre cose, i due bastioni poligonali e lo stemma sul portale).

Appena si è davanti al castello colpisce subito il Bastione Punta di Diamante che si getta in mare con la sua forma lanceolata. Le torri angolari sono chiamate Duchessa, Ippolita e Alfonsina.

Per quanto riguarda l’interno, tra le zone più significative c’è la Sala Triangolare, esempio dell’architettura militare di quel tempo. Il castello attualmente è sede di mostre ed eventi nazionali ed internazionali.

Lungomare degli Eroi

È davvero piacevole passeggiare su questo splendido lungomare, ammirando le splendide sfumature di colore blu dell’acqua. La camminata prosegue nella parte nuova di Otranto e termina con una rupe scalabile mediante una lunga scala. Su questa rupe troviamo la Chiesa della Madonne dell’Altomare ed un terrazzino dal quale è possibile ammirare Otranto vecchia da lontano. Meraviglioso!

Faro di Punta Palascia

Il faro, alto 32 metri, rappresenta il simbolo di Punta Palascia ed è circondato da sentieri, una ricca vegetazione e scogliere bianche. Pertanto è molto amato dagli appassionati di trekking, poiché si possono fare escursioni attraverso i campi e le scogliere.

LECCE

Il nostro itinerario per visitare Lecce in un giorno parte dalla porta più antica, Porta Rudiae. Porta Rudiae è in stile neoclassico ed ha reminiscenze barocche. Sulle colonne poste ai lati sono collocati i busti dei fondatori di Lecce, tra cui Idomeneo, mitico re di Creta. Secondo la mitologia, pare che dopo la guerra di Troia egli trovò riparo nella Puglia meridionale e fondò Lecce, dandole il nome.

In cima a Porta Rudiae svetta la statua di Sant’Oronzo – patrono di Lecce insieme ai santi Giusto e Fortunato – accompagnata dalle statue San Domenico e Santa Irene (patrona di Lecce prima di Sant’Oronzo).

Porta Rudiae dà accesso al centro storico: bastano pochi metri e troviamo sulla nostra destra lo splendore di piazza Duomo con la Cattedrale di Santa Maria Assunta.

Solitamente le cattedrali si trovano nelle piazze centrali, ben visibili, il Duomo di Lecce invece risulta un po’ nascosto. Si trova in un’insenatura di via Giuseppe Libertini, la lunga strada che parte da Porta Rudiae.

Una cosa che si nota sin da subito è che la facciata della cattedrale è posta a sinistra e non di fronte all’ingresso della piazza. Per tale motivo, si è sviluppato artisticamente il lato opposto per accogliere chi entra come si deve.

Il centro visivo è dato dalla statua di Sant’Oronzo accompagnato da San Giusto e San Fortunato. Sulla piazza si affacciano diversi monumenti, ovvero la Cattedrale di Santa Maria Assunta con il suo Campanile, i palazzi del Vescovado e del Seminario. In particolare, il Palazzo del Seminario ha un cortile che ospita il celebre pozzo dalla vera ovale, modellata con delle esuberanti decorazioni scultoree. All’interno del grande portale centrale, si può vedere il celebre Pozzo del Cino.

Uscendo da Piazza Duomo proseguiamo dritto su Via Palmieri, per circa 600 metri, e ci troviamo davanti a Porta Napoli. Si tratta di un arco di trionfo che si innalza per ben 20 metri da sola, senza mura: una meraviglia!

Proprio di fronte a Porta Napoli è situato un’altra importante attrazione di Lecce, ovvero l’Obelisco. È alto all’incirca 10 metri ed è stato realizzato in pietra leccese nel 1822 per commemorare la visita di Ferdinando I di Borbone, sovrano delle Due Sicilie.

Da Porta Napoli proseguiamo per circa 500 metri su Via Principe di Savoia e svoltiamo alla terza traversa a destra: ci ritroviamo di fronte allo splendore di Palazzo dei Celestini e la Basilica di Santa Croce.

Il Palazzo dei Celestini è l’ex convento dei Padri Celestini, oggi sede della Prefettura e della Provincia di Lecce. Il prospetto colpisce subito con le tante decorazioni intagliate nella pietra, ma non è visitabile all’interno. Subito accanto c’è la Basilica di Santa Croce che, praticamente, ne è il proseguimento sembrano infatti un unico edificio.

Proseguiamo il nostro itinerario e imbocchiamo Via dei Templari e dopo circa 200 metri raggiungiamo la piazza simbolo di Lecce, la più bella ed importante: Piazza Sant’Oronzo.

Piazza Sant’Oronzo è il fulcro della vita cittadina e racconta millenni di storia. Questo grazie all’Anfiteatro Romano, alla Colonna di Sant’Oronzo alta 29 metri che si staglia in cielo e veglia sui cittadini, ai palazzi di varie epoche che si affacciano sulla piazza e al Sedile cinquecentesco. Quest’ultimo è una costruzione elegante ricca di archi e fregi, parte di un grande palazzo che ospitava gli uffici del rappresentante locale del Re.

In passato Piazza Sant’Oronzo era chiamata “Piazza dei Mercanti”, poiché costruita dopo l’abbattimento del quartiere delle botteghe ed era luogo in cui si svolgevano le attività commerciali. Per questo le vie limitrofe prendono i nomi delle botteghe artigiane situate nei pressi, come ad esempio Via dei Templari che abbiamo percorso da Basilica Santa Croce per arrivare fin qui.

Subito dopo aver visto Piazza Sant’Oronzo ci siamo diretti verso il Castello di Carlo V, che si trova a soli 300 metri. È datato nel XII sec. d.C. ed è stato costruito da Gian Giacomo dell’Acaya (che ha realizzato anche il Castello di Acaya), per il volere dell’Imperatore Carlo V.

Il castello è stato oggetto di numerosi rimaneggiamenti, ma conserva la sua struttura originale trapezoidale con agli angoli quattro bastioni. In passato era utilizzato come struttura difensiva, oggi il Castello di Lecce è una delle location più scenografiche per eventi culturali, mostre d’arte e manifestazioni.

Torniamo verso il centro storico di Lecce per scovare il Teatro Romano, un tesoro nascosto. Nascosto proprio perché è situato tra palazzi leccesi e stradine strette, non facilmente visibile.

Il Teatro Romano di Lecce è stato riportato alla luce per caso, solo in parte e pare risalga al periodo augusteo. Ha anche un museo annesso, il Museo del Teatro Romano, che espone alcuni reperti rinvenuti durante gli scavi, maschere teatrali ed altre esposizioni.

Terminiamo la visita della città con Porta San Biagio. È un’antica porta barocca dedicata al santo che vede sulla sommità la scultura di San Biagio, al di sotto lo stemma di re Ferdinando IV di Napoli e sui lati quello della città di Lecce. Alle spalle di Porta San Biagio, troviamo Piazza d’Italia, dove è possibile osservare un monumento dedicato ai caduti in guerra e l’ex casa del mutilato e degli invalidi di guerra.

Queste sono le principali attrazioni da vedere a Lecce, secondo noi. Ma il nostro consiglio è quello di perdervi tra le sue viuzze. Dedicate anche solo un’ora del vostro tempo a passeggiare senza una meta per il centro storico di Lecce. Girato un angolo e vi potreste ritrovare di fronte a piazzette o chiese, oppure ad uno dei tanti negozietti di artigianato locale, come i celebri laboratori di cartapesta o di pietra leccese.

SANTA MARIA DI LEUCA

Un’immensa piazza circondata dal famoso santuario De Finibus Terrae e da un lungo colonnato con al di là il faro, il porto e il mare, dove Adriatico e Ionio si incontrano: è Santa Maria di Leuca. Una delle città sul mare più affascinanti del Salento. Questo gioiello è situato all’estrema punta del sud della Puglia e del tacco d’Italia; fra Punta Meliso e Punta Ristola, due promontori che offrono un panorama mozzafiato.

Non si può visitare Leuca senza vedere la sua attrazione più importante e celebre: la Basilica di Santa Maria de Finibus Terrae (alla fine della terra) che domina Punta Melisio. Questo infatti è un meraviglioso punto panoramico.
La basilica era in passato un tempio pagano dedicato a Minerva. Secondo la tradizione fu grazie all’apostolo Pietro, che sbarcò in zona, che avvenne la conversione al cristianesimo del popolo.

Davanti al Santuario si apre l’enorme piazza in cui spicca una colonna con un capitello corinzio e in cima una croce in pietra.

A poca distanza dalla basilica si trova uno dei fari più alti d’Europa, il Faro di Leuca. Si può salire ed offre una vista straordinaria sul porto e l’intera città. Salendo sul terrazzo circolare attraverso una scala a chiocciola (bisogna fare 254 gradini!) lo scenario spazia sui due mari (Ionio e Adriatico) e i monti dell’Albania e Calabria.

Noi purtroppo non siamo riusciti a salire perchè era un po’ infattibile con la piccolina in braccio ma dall’alto del promontorio si può comunque ammirare lo splendido panorama sottostante.

Inoltre il porto turistico di Leuca offre vari servizi e tra questi c’è l’imbarco per gite ed escursioni nelle grotte di Leuca.

La costa di Santa Maria di Leuca, infatti, è ricchissima di spiagge e grotte molto affascinanti.

La Costa di Levante è alta e rocciosa con grotte scavate nei secoli dalle mareggiate. Si possono citare la Grotta delle Cazzafre, quella del Pozzo, la Grotta del Brigante, Lu Vangare, Le Mannute, Montelungo fino a finire all’insenatura del Ciolo.

Sulla litoranea che porta a Gallipoli abbiamo la grotta Porcinara con un ingresso lungo 16 metri che porta a due aperture che si affacciano direttamente al mare. La famosa Grotta del Diavolo, così chiamata a causa dei misteriosi rimbombi che si sentono.

Proseguendo sulla costa di Ponente si trovano la Grotta dei Giganti e la Grotta del Bambino, quest’ultima consente di accedere alla Grotta delle Tre Porte, che ha tre accessi dal mare. Ancora la Grotta Cipollina, la Grotta del Presepe e quella Fiume, la Grotta degli Innamorati e quella della Stalla. Infine la Grotta del Drago, così chiamata per la presenza di uno scoglio che ricorda la testa di un drago.

GALLIPOLI

Il nostro tour per visitare Gallipoli inizia dalla Chiesa di Santa Maria della Purità, situata di fronte alla spiaggia della Purità, una lingua di sabbia dorata con un mare cristallino e le mura di Gallipoli a far da cornice.
La chiesa, costruita tra il 1662 e il 1665, vista da fuori è semplice, bianca con tre grandi pannelli in maiolica che rappresentano la Madonna della Purità, San Giuseppe e San Francesco d’Assisi.

Una volta entrati all’interno, però, la bellezza degli stucchi e delle tele che ricoprono le intere pareti lasciano senza parole, per non parlare del particolare pavimento maiolicato ottocentesco.
La navata, unica e piccola, ospita un altare marmoreo sul quale è collocata la tela raffigurante la Madonna della Purità di Luca Giordano. I dipinti settecenteschi su tutta la navata sono attribuiti a Oronzo Letizia e Liborio Riccio. Sulla volta sono presenti tele con scene tratte dall’Apocalisse.

Dalla Chiesa di Santa Maria della Purità, proseguendo sulla Riviera e costeggiando le mura, si arriva al Castello Aragonese.
Sulla strada, oltre ad ammirare un panorama meraviglioso del mare di Gallipoli sul quale si affacciano bar, locali e ristorantini, troviamo diverse chiese come la Chiesa di San Francesco D’Assisi, la Chiesa di Santa Maria degli Angeli, la Chiesa della Santissima Trinità e quella delle Anime del Purgatorio.

Tutta la parte vecchia di Gallipoli che si protende sul mare è circondata da una cinta muraria bastionata che si estende per circa 2 chilometri e, camminando proprio sulla strada panoramica detta Riviera, si può godere della vista sul mare, sulle mura e i bastioni.

La nostra visita di Gallipoli procede lungo le mura che culminano nell’imponente Castello Aragonese, principale attrazione della città. È situato all’imboccatura del ponte seicentesco che unisce Gallipoli vecchia, il centro storico più antico, alla terra ferma.
Circondato quasi interamente dall’acqua e con le sue torrette circolari è davvero scenografico!

Il Castello di Gallipoli è visitabile e all’interno troviamo grandi sale con volte a botte e a crociera, corridoi e vari camminamenti. Invece la Torre del Rivellino è utilizzata in estate per proiezioni cinematografiche e altri eventi.

Una delle cose imperdibili da vedere a Gallipoli è il centro storico, un vero gioiellino e tra i più belli dei vari comuni salentini. Racchiuso nelle mura, si estende sull’isolotto circondato dal mare e collegato alla parte nuova di Gallipoli da un ponte molto vivace. Si tratta del lungo Ponte di dodici arcate, costruito agli inizi del Seicento, che in origine terminava con un ponte levatoio, oggi non più esistente.

È un piacere per gli occhi passeggiare nell’intricato labirinto di viuzze e stradine colmo di negozi di souvenir, trattorie con specialità tipiche salentine, locali e caffè addobbati con luci ad hoc, piante e altri prodotti pugliesi che abbelliscono tutto in modo originale.

Non si può fare a meno di osservare i tanti palazzi antichi, come il Palazzo Tafuri, Pirelli e Specolizzi, nonché le chiese, per la maggior parte in stile barocco, tra le quali spicca la Cattedrale di Sant’Agata.

Intitolata alla padrona di Gallipoli, questa basilica è un capolavoro barocco e una delle chiese più importanti della città, dal punto di vista artistico e religioso.

La facciata esterna è in carparo ed è riccamente decorata, con nicchie in cui sono collocate statue di santi. Non c’è una torre campanaria, perché le campane sono poste sulla terrazza. La torre campanaria che si vede accanto infatti è una torre civica.

Da non perdere la Fontana Greca che si trova vicino al ponte che unisce la città vecchia di Gallipoli alla parte nuova. La menzioniamo tra le cose da vedere a Gallipoli perché è la fontana più antica d’Italia essendo stata costruita – almeno pare – intorno al III secolo a.C.

La fontana è alta 5 metri ed è composta da due facciate: su una c’è lo stemma di Gallipoli, epigrafi, le insegne del sovrano Carlo III Borbone e l’abbeveratoio in basso. Sull’altra ci sono quattro cariatidi, bassorilievi con figure mitologiche e lo stemma del re di Spagna Filippo II, circondato dal simbolo della città.

Ovviamente bisogna anche menzionare le sue spiagge, tra le più belle del Salento e tra le più affollate!
Gallipoli ha una litoranea molto lunga fatta di lidi sabbiosi e acque basse racchiusi nel Golfo di Gallipoli, che parte con Punta Pizzo a sud e arriva fino a Lido Conchiglie a nord. I lidi sono attrezzati, ma hanno spiagge libere quasi sempre; inoltre si possono trovare piccole calette poco frequentate e lidi che, sia di giorno che di sera, si trasformano in discoteche a cielo aperto.

E qui si conclude il nostro itinerario di viaggio. Sono tutte gite di un giorno, quindi abbiamo cercato di visitare le attrazioni principali di ogni città. Abbiamo sempre girato a piedi e se come noi, non vi spaventa camminare o spingere passeggini anche nei posti più improbabile è tutto fattibile!

Giulia & Gianluca

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